Ai
fini dell'adeguamento informatico, si possono ritenere sicuri
ed in linea con le disposizioni i sistemi operativi Microsoft,
Windows 98 e Windows 2000?
Il nuovo codice sulla privacy prevede che siano adottate tutte
le misure minime e sufficienti affinchè il nostro sistema
informatico sia sicuro, funzionante e dotato di un sistema di
autenticazione non facilmente eludibile.
A tal fine ci si deve "bardare" di programmi che abbiamo
le funzioni elencate. A monte bisogna però che il sistema
operativo, il cuore per così dire del nostro computer,
ci garantisca oltre che performace, comodità ed affidabilità,
anche delle funzioni aggiuntive di sicurezza.
Windows 98, per quanto riguarda l'autenticazione, è purtroppo
obsoleto e altamente insicuro. Non è lo stesso per Windows
2000 che, nato su una logica aziendale, riesce ancora, con i dovuti
e necessari aggiornamenti, a garantire un minimo di sicurezza
e stabilità.
Il nostro
consiglio è comunque quello di affidarsi a Windows
Xp (senza far alcuna pubblicità), nelle sue due
versioni Home e Professional, che, con l'implementazione di sicurezza
(ivi compresa nella versione Professional il sistema di crittografia
dei dati) ci garatisce molta della protezione prevista nell'allegato
tecnico alla legge e nell'articolo
34.
6 ottobre 2004
Legge
e Web: Il nuovo codice sulla tutela della privacy
Il nuovo codice sulla privacy prevede sino a 3 anni di reclusione
e 90.000 € di sanzione.
Quali le principali novità e gli accorgimenti da
seguire per evitare ricorsi e denuncie?
A partire
dal primo gennaio 2004 è entrato in vigore il nuovo codice
sulla privacy (decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196) che,
raccogliendo l’intera materia in un’unica fonte, ha
abrogato, tra le altre, pure la legge 675/96, conosciuta per aver
introdotto e reso effettivo nell’ordinamento italiano il
diritto alla tutela della riservatezza.
Come
e in quali casi la tutela della privacy assume rilevanza su Internet?
Una particolare
attenzione è stata rivolta, proprio nel nuovo codice, al
trattamento dei dati effettuato mediante sistemi informatici o
telematici, anche in considerazione della particolare facilità
con cui è possibile acquisire dati personali attraverso
Internet.
Un esempio. Sulle pagine Web si incontrano con molta frequenza
moduli on-line da compilare col proprio indirizzo e-mail o con
altri dati personali per permettere l’invio o la ricezione
di messaggi, o per ricevere una newsletter.
L’indirizzo e-mail, in quanto informazione riferibile ad
un individuo, è considerato dalla legge un dato personale
e per tale motivo deve essere acquisito solo previo consenso dell’interessato,
e deve essere trattato e conservato secondo la normativa vigente.
Dati personali, in accordo con la definizione data dalla legge,
sono pure: il nome, il cognome, l’indirizzo, il numero di
telefono, il numero di ICQ e ogni altra informazione che, anche
indirettamente, attraverso il riferimento incrociato con altre
informazioni, consenta l'identificazione dell'utente (ad esempio
un nick name o uno user ID).
Ulteriori
limitazioni sono poi previste per quella particolare categoria
di dati personali, detti "dati sensibili", idonei cioè
a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose,
filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione
a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere
religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati
personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale.
Come
devono essere trattati i dati personali nel rispetto della legge?
In tutti
i casi in cui vengono acquisiti, conservati o trattati dei dati
personali attraverso Internet, è necessario adempiere ad
una serie piuttosto articolata di prescrizioni.
Nella pratica, si deve preventivamente verificare se sussiste
l’obbligo di notificare il trattamento al Garante (tale
obbligo riguarda ora le sole ipotesi di trattamento previste dall’art.
37 del D.lgs. 196/03). Poi si deve predisporre un'informativa
da rivolgere all'utente e contenente le informazioni indicate
dalla norma. Infine, si deve acquisire il consenso dell’utente
al trattamento dei dati personali, in una delle forme prescritte
dalla legge.
Inoltre, nel caso in cui il trattamento avvenga con strumenti
elettronici, la normativa impone la predisposizione di un documento
programmatico sulla sicurezza da aggiornare annualmente e da riportare
nella relazione accompagnatoria del bilancio d'esercizio.
Anche per la conservazione dei dati, è necessario seguire
particolari procedure, analiticamente descritte nella documentazione
allegata al nuovo codice di tutela della privacy e volte a limitare
il più possibile l’accesso ai dati stessi da parte
di estranei. Tali procedure sono definite dalla normativa misure
minime di sicurezza e sono vincolanti per tutti i soggetti che
acquisiscono e trattano dati personali.
La violazione
delle norme dettate in materia di privacy, oltre alle richieste
di risarcimento degli utenti eventualmente danneggiati, può
giungere a determinare gravi sanzioni di tipo penale o amministrativo
(sino a 3 anni di reclusione e sino a 90.000 Euro di sanzione).
10 giugno 2004
La legge sulla privacy esiste sin dal 1996,
ma moli (diciamo il 99,9% di coloro che tratta dati personali
e/o sensibili) se ne sono infischiati. I medici
per esempio: ed infatti c'è il rischio che siano proprio
loro le vittime dei controlli delle Fiamme Gialle. Non a caso
su Striscia La Notizia sono stati mostrati molti servizi di ex
ambulatori dismessi pieni di schede di dati personali e sensibili
accessibili a chiunque! Per cui anche un semplice curioso può
accedere ai dati di pincopallino e scoprire che è affetto
da una malattia o da altro...
Tra l'altro, contrariamente a quello che
dicono su alcuni forum (perlopiù persone poche informate
dei fatti), questa è una legge che TUTELA fortemente i
cittadini, e non è quindi un balzello "in più",
una tassa da pagare come qualche titolare d'azienda ha supposto.
Si tratta di una legge che in America esiste sin dai primi anni
90. Esiste anche in Europa. E, curiosamente, quelli che si sono
adeguati per prima, sono proprio coloro che lavorano con Internet
(quell'internet troppo spesso definita covo di mascalzoni o di
peggio, da certe televisioni o TG).
Cosa fare per adeguarsi:
- Chiedere al vostro commercialista. Purtroppo anche loro non
sanno cosa fare...o meglio non si sono mai preoccupati di informarsi,
tranne alcuni. Per cui vi diranno "non vi tocca", "vi
farò sapere", etc. Ma intanto mancano solo venti giorni
alla scadenza. Ed entro fine giugno i titolari delle aziende/ditte
devono scriverlo sul bilancio se hanno adempiuto alla legge oppure
meno. Non ci saranno proroghe perché è dai primi
di novembre che se ne sta parlando (almeno sul web e su giornali
specializzati come IlSole24ore). Per cui...
- Chiedere ad un esperto consulente informatico che vi darà,
qualora sia informato sull'argomento, le giuste dritte per tutelarsi!
Attenzione a chi ne approfitta sull'argomento sparando soluziooni
apparentemente buone e cifre esorbitanti.